Ama chi sposi, non sposare chi ami!

       

I vietnamiti, che tradizionalmente ritengono ogni affare terreno un abbozzo… ultraterreno, distinguono il matrimonio in due componenti: il “Duyên” e il “Nợ”. Queste, insieme, definiscono il Karma di due individui sposati fra loro, il destino che hanno in comune e che devono realizzare. Duyên” significa ‘amore’, attrazione fisica e affetto; “Nợ” significa ‘debito’, il dovere che si accompagna alle funzioni di marito o moglie.

In un matrimonio senza “Nợ”, la fiamma della passione arde troppo intensamente e rischia di bruciare la coppia, ed è spesso causa di violenze reciproche, di avventure extraconiugali, e di tutte le altre bassezze che possono compiere due persone deluse; mentre in un legame senza “Duyên”, non esiste passione né affetto, al di là delle buone maniere, e nessun’altra prospettiva che il lento e freddo adempimento di un contratto in tutte le sue clausole.

Che il matrimonio sia diretta conseguenza dell’amore tra due persone, è un concetto che in Vietnam ha preso piede solo negli ultimi lustri. Prima era un’unione di bisogni da soddisfare, esigenze che potevano essere quelle dei rapporti tra famiglie, della rispettabilità, delle necessità economiche.

Siccome ogni singolo elemento del nucleo famigliare è per cultura responsabile degli altri per tutta la vita, il semplice innamorarsi e sposarsi era un lusso che pochi potevano permettersi. Ecco tornare in mente il detto di Confucio: “Ama chi sposi, non sposare chi ami!”.

L’equazione secondo la metrica occidentale “Ti amo + tu mi ami = stiamo insieme”, può reggere solo se tu, con il tuo partner e i tuoi cari, hai di che da mangiare ogni giorno, il che qui potrebbe essere tutt’altro che scontato: l’amore ha bisogno della pancia piena!