Italian holidays

       

Varallo Sesia Town, Italy

L’Italia è un’ipotesi, è uno stato d’animo, è un sogno che ho fatto da giovane. Dopo vent’anni in Asia, lo posso dire.

È strano tornarci. Qui ogni volta è tutto identico, immutabile. Ci sono gli stessi profumi, si provano le stesse sensazioni, si vedono le stesse cose e le stesse persone… e ti rendi conto che l’unico a essere cambiato sei tu.

Ancora invischiato nella ragnatela di un risveglio complicato dal fuso orario, questa mattina faccio una gran fatica ad alzarmi.

Sudo, fa un caldo decisamente anomalo per questo freddo angolo di mondo prealpino.

Nella stanza l’aria ristagna pigra, sepolta in una specie di umido letargo. Perfino le mosche, solitamente capaci di inspiegabile ottimismo, paiono poco convinte.

Solo le zanzare sembrano non aver perso il loro senso dell’umorismo, infatti mi hanno succhiato il sangue proprio in mezzo alla fronte provocandomi un corno bitorzoluto decisamente inestetico.

Mi affaccio alla finestra che dà sul mondo della mia infanzia e qui il caldo è ancora più intenso, quasi riesci a riconoscerne l’oleosa trama.

Il cielo fuori splende di un azzurro afoso mentre le cime dei monti sono coperte, come spesso accade, da nuvole. Le montagne s’intendono con le nuvole, come un pastore con le pecore: le chiamano, le radunano, spremono il loro latte acquoso sulle pendici che portano a valle.

Il sole mi strizza il suo occhio di fuoco e io ne approfitto per dissetarmi nella sua fonte di luce: la natura è pura creazione di contenuti, noi siamo solo ipotesi e presunzione di intenti.

Provo un misto di malinconia e di felicità compressa: del resto, la malinconia altro non è che la felicità di essere tristi.

Butto lo sguardo nel cortile di fianco dove una decina di polli si muovono scioccamente verso il pollaio, guidati da un gallo con la sua parrucca punk.

Un gatto occhieggia con sufficienza alla pochezza della realtà attorno, conscio del suo ruolo di posteggio cosmico dove le anime sostano tra una incarnazione e l’altra.

Lungo la strada un cane porta a spasso il suo padrone facendosi tenere al guinzaglio del proprio entusiasmo. Ogni tanto gira la testa e lancia un’occhiata compassionevole al suo umano, sempre distratto da sterili inquietudini.

Noi esseri umani siamo affascinati dai cani e dal loro mondo di espressioni emotive, perché alla fine sono molto simili a noi: affezionati, facilmente delusi, smaniosi di svago ma spesso rassegnati alla noia, grati per ogni gentilezza e per ogni minima attenzione.

Seduto su una panchina riconosco una persona che vedevo quando ero giovane. Pare pensieroso, in assorta osservazione del mondo che ha dentro, come se stesse distillando la preziosa goccia di saggezza concentrata che si estrae da una montagna di vita grezza vissuta.

È decisamente invecchiato. Chissà se se ne rende conto. La vecchiaia è una cosa che ci deve essere notificata, perché da soli difficilmente riusciamo a capirla. La si può interpretare come un affaticamento interiore, che riteniamo magari passeggero, o come un’intolleranza nei confronti delle piccole contrarietà, oppure addirittura come un raffinamento del nostro stile, del nostro modo di intendere l’esistenza, del nostro sentirsi più saggi.

Invece, ahimè, si tratta proprio, e semplicemente, di vecchiaia.

Esco di casa e m’incammino alla ricerca di pozze d’intimità nelle quali indugiare.

Mi guardo attorno e m’impregno dell’atmosfera che si respira in questi nostri antichi borghi italiani. I rumori ovattati delle piazze, i colori tutti giusti e ben combinati, il suono lontano delle campane, gli spazi riempiti di ordinario elevato a straordinario, il loro elegante proporsi con la tranquillità dei forti.

Questa è l’ineguagliabile anima della nostra civiltà, con le sue straordinarie sfumature di bellezza e di simmetria culturale.

Vivendo immersi nella frenetica e avvincente bramosia di modernità dell’Asia, è confortante vedere come questa parte di mondo continui a portare bene la sua età e come sia priva dell’ossessione di mostrare un’altra faccia.

Anzi, non solo non vuole cambiare aspetto, ma è orgoglioso di quello che ha e si impegna nel salvaguardarlo.