Covid-19: nulla sarà più come prima!

       

MARZO 2020

Potremmo iniziare con questa frase dalla sensitiva Sylvia Browne tratta dal suo libro “Profezie” pubblicato nel 2008: “Intorno al 2020 diventerà prassi indossare in pubblico mascherine chirurgiche e guanti di gomma a causa di una epidemia di una grave malattia simile alla polmonite, che attaccherà sia i polmoni sia i canali bronchiali e che sarà refrattaria a ogni tipo di cura. Tale patologia sarà particolarmente sconcertante perché, dopo aver provocato un inverno di panico assoluto, quasi in maniera più sconcertante della malattia stessa improvvisamente svanirà con la stessa velocità con cui è arrivata, tornerà all’attacco nuovamente dopo dieci anni, e poi scomparirà completamente”.

E proseguire con un passo del prolifico autore americano Dean Koontz nel suo romanzo “Abisso. The Eyes of Darkness”, uscito nel 1981 e solo recentemente tradotto in italiano: “È l’arma biologica cinese più importante e pericolosa del decennio. La chiamano ‘Wuhan-400’ perché è stata sviluppata nei loro laboratori vicino alla città di Wuhan [...] Un’arma perfetta che colpisce solo gli esseri umani, nessun altro essere vivente ne subirà le conseguenze, e verrà usata un giorno contro il pianeta intero”.

Come appare subito evidente, queste due pubblicazioni sembra abbiano previsto con largo anticipo il dramma che il mondo sta vivendo proprio in queste settimane: il flagello del Corona virus, esploso in tutta la sua gravità proprio nella città cinese di Wuhan!

Erroneamente, molti attribuiscono le due frasi appartenenti allo stesso libro, cioè al romanzo di Koontz, e proprio per questo sono nate intorno all’opera molte teorie della cospirazione che lo considerano un libro profetico oppure, ancor più in là, un conoscitore, e anticipatore, di oscure trame complottistiche di poteri più o meno occulti.

Probabilmente non è niente di tutto ciò. Sta di fatto che Sylvia Browne ha azzeccato in modo sconcertante la previsione dell’inenarrabile pandemia che stiamo vivendo (auspicando che ne azzecchi pure la sua improvvisa scomparsa), ma va anche detto che in passato molte altre sue profezie sono state clamorosamente smentite dalla realtà.

Io sono sempre stato un insofferente delle teorie dei complotti, e il fatto di essere residente in Asia da 25 anni mi ha aiutato a stare lontano da tantissime farneticazioni complottistiche che trovano poco spazio qui, essendo più adatte alla vivida speculazione mentale occidentale. I popoli dell’Oriente estremo sono poco soggetti alle digressioni concettuali necessarie per teorizzare un complotto. Sono più pragmatici, non per niente qui si dice che il cinese non ha sogni, ma progetti.

Ma stavolta sento che da queste parti, a due passi dalla Cina, sta montando uno strano sentimento di rivincita epocale, una percezione del grande appuntamento con la Storia, quella con la ‘S’ maiuscola. Sì, perché quel che si sta vivendo non è cronaca, quel che si sta vivendo è Storia!

E nulla sarà più come prima!

Di cosa si sta parlando? Perché qui è forte la sensazione che gli equilibri mondiali si stanno spostando in modo definitivo?

Dobbiamo tornare indietro di alcuni anni, a poco prima dell’elezione di Xi Jinping come presidente della Cina (successivamente auto-elettosi “Nuovo Imperatore” con poteri quasi assoluti), quando nel documento di programmazione futura il Comitato centrale comunista cinese, passato inosservato in Occidente, dichiarò in modo esplicito che “Nel dopoguerra il mondo ha pensato americano, nel nuovo secolo sarà costretto a pensare cinese. Si tratta di convincere l’umanità che ‘ la Cina è un successo’ e che ‘gli Usa sono un fallimento’, che la nuova cultura delle potenze in crescita è più attraente della vecchia civiltà europea delle nazioni in recessione”.

Noi non abbiamo mai veramente compreso il progetto economico e sociale della Cina, che è innanzitutto un progetto di espansione globale, anche utilizzando, se necessario, una strategia alquanto subdola: insinuarsi pian piano nelle maglie delle economie e delle società occidentali, sfruttando ogni loro minima debolezza, e persuadendo la comunità internazionale del primato contemporaneo della cultura cinese, adeguatamente sostenuta dal dominio economico. E non ci siamo resi conto dell’accelerazione che la Cina ha dato nell’ultimo decennio alle sue ambiziose brame di tornare quello che era, quello che è sempre stata fino a non molto tempo fa: un Impero!

E come ogni impero, ha i suoi tanti lati oscuri!

La nostra lettura della storia contemporanea soffre di una mancanza di prospettiva: a furia di seguire gli eventi minuto per minuto, perdiamo il senso dell’evoluzione su periodi lunghi. In Occidente siamo propensi a credere che la Storia, sempre quella con la ‘S’ maiuscola, si è fermata ed è rimasta pura materia scolastica, con poche attinenze alla società attuale. Ma, credetemi, c’è una parte di mondo che ha una gran fame di riscrivere la Storia e di rivoluzionarne la prospettiva.

Mentre l’Occidente ogni dieci anni subisce una crisi in grado di mettere al tappeto interi Paesi, la Cina non ha mai avuto una vera crisi economica. Nel 2008 ha in un certo senso anche salvato il mondo dal tracollo finanziario, acquisendo parte del debito pubblico di alcune nazioni chiave, Stati Uniti inclusi, e invece di raccogliere gratitudine ha visto rafforzarsi in Occidente una diffusa ostilità e crescenti interferenze economiche e politiche (vedi anche le furiose e prolungate proteste avvenute ad Hong Kong lo scorso anno) da parte di forze esterne non gradite che, tra le altre cose, l’aveva portata a dover scendere a patti con gli Stati Uniti per la questione dei dazi e dover accettare una rallentamento del Pil nazionale, cosa che darebbe una forte spinta alla destabilizzazione interna.

Questo ha messo in guardia i quadri di partito, che hanno iniziato a rendersi conto che, per la prima volta, il mondo esterno era in grado di cambiare la Cina: quindi prima che questo avvenga, la Cina deve semplicemente “cambiare il mondo”. È una svolta epocale: cinesizzare l’Occidente prima che questo occidentalizzi la Cina!

In realtà questi intenti di internazionalizzazione economico-sociale sono portati avanti già da diversi anni; diciamo che forse gli eventi del 2019 hanno richiesto risposte più drastiche e urgenti che non in passato.

Oltre cinquant’anni dopo la Rivoluzione culturale di Mao, la Nuova Cina si era lanciata nell’ invasione culturale, finanziaria e logistica del pianeta e… cosa è meglio di una crisi pandemica mondiale per dimostrare al mondo intero che loro sono stati i primi, e finora, gli unici, a contenere l’apocalisse microbiologico e di uscirne quasi indenni quando il resto del mondo poco allineato ad essa ne uscirà devastato?

Cosa si vuole dire con questo? Cosa si vuole insinuare, che è stata la Cina a tramare e spregiudicatamente organizzare il tutto, auto infliggendosi il virus per prima, ma sapendo già come controllarlo?

Sì!

Anzi, no!

Certo è che però la pandemia Covid-19 è una colossale prova generale!

Sta di fatto che il mondo guarda a Pechino per capire come risolvere il devastante problema. La Cina, potenzialmente l’untore del pianeta, è diventata la soluzione del problema, riuscendo a trasformare una “colpa” in una cavalcata trionfale.

Dicevamo, cosa è meglio di una crisi pandemica mondiale per dimostrare al mondo intero la loro supremazia logistico-organizzativa? Quanto abbiamo ammirato, prima di venirne coinvolti noi stessi, l’efficienza cinese nel costruire un ospedale di mille posti in dieci giorni, di isolare completamente città con decine di milioni di abitanti, etc etc. Ce li ricordiamo i nostri comenti in riguardo solo un paio di mesi fa?

E allora, ancora una volta, cosa si vuole insinuare, che è stata la Cina a tramare e organizzare il tutto?

Sì!

Anzi, no!

Certo è che se la parte più ricca del pianeta dovesse mai trovarsi economicamente, socialmente e politicamente in ginocchio, disperati e traballanti, quale grande opportunità potrebbe essere per chi invece, dopo la pandemia, si ritrova ancora stabile (anzi, più stabile che mai), con riserve di valuta enormi e con una chiarissima visione di un brillante futuro al quale, a certe condizioni, possono prendere parte tutti i paesi che lo vorranno?

Immaginiamoci un sud dell’Europa (Italia? Spagna?), dove già covano sentimenti anti-europeisti, e una parte del Medio Oriente (Iran?), e altri paesi sparsi qua e là messi in ginocchio da una epocale pandemia che, un po’ per disperazione e un po’ perché appare comunque un allettante salvagente al quale aggrapparsi, arrivi ad abbracciare il più ambizioso progetto della storia dell’umanità, quella forma di “Commonwealth” di stampo cinese che è la Nuova Via della Seta!

Vedi:  www.paulvalenti.it/la-cina-e-la-nuova-via-della-seta-progetto-per-uninvasione-globale 

L’Africa è poco importante in questo contesto, anche perché già appartiene all’influenza geopolitica cinese. Ora, con un Occidente devastato e da ricostruire, finanziariamente e psicologicamente, e con il leader di quell’Occidente, gli Stati Uniti d’America, altrettanto devastati dalla peggior crisi sanitaria e finanziaria dell’ultimo secolo, quanto allettante può essere avere una via d’uscita affidandosi a qualcuno pronto a finanziare a condizioni vantaggiose la ricostruzione? È vero, magari tra le righe di quegli accordi vi possono essere inconsci fili di vassallaggio, ma quando sei disperato, cosa importa il sottile mondo dell’inconscio?

Vassalli sì, e felici di esserlo, grati perché ci è stata data un’oppurtunità di redenzione economica. Conquistare territori e consensi senza sparare un solo colpo… Questo è geniale, è diabolico! Tutto ciò è molto confuciano, anzi, tutto ciò sembra tratto dal libro “L’Arte della Guerra”, scritto dal guerriero filosofo cinese Sun-Tzu circa duemila anni fa: “Il più grande guerriero è colui che vince senza combattere”.

E allora, te lo chiedo per l’ultima volta, vuoi dire che che è stata la Cina a tramare e organizzare il tutto?

Sì!!!

Anzi, no! Certamente no! Come potrei insinuare qualcosa del genere proprio io che vivo da queste parti? Metterei a rischio la mia stessa incolumità…

Stiamo scherzando…

That’s all folks!!!

 

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