Karmaticamente parlando, l’Occidente è più o meno evoluto dell’Oriente?

       

Oltre al già menzionato confucianesimo, il buddhismo è un’altra delle religioni praticate in Vietnam.

Una caratteristica del buddhismo è la sua tolleranza, la sua bonarietà, l’assenza del peccato, la mancanza di quel peso sordo che noi in Occidente ci portiamo sempre dietro, e che è in fondo il collante della nostra civiltà: il senso di colpa.

In una società buddhista niente è mai terribilmente riprorevole, nessuno ti rinfaccia pesantemente qualcosa, nessuno cerca di darti una lezione. Il buddhismo ti lascia in pace, non ti chiede nulla (e tanto meno di diventare buddhista). Il buddhismo dice di non uccidere: e coloro che lo fanno? fatti loro, saranno mal reincarnati. Nessuno cerca di fare giustizia ora, qui: non tocca a noi.

Del resto, questa nostra vita non è che una scuola, un breve periodo di apprendistato: ognuno poi raccoglierà ciò che ha seminato e seguirà il proprio “Karma”, quel fatalismo “scientifico” che interpreta la realtà come un infinito susseguirsi di cause ed effetti, tutti correlati tra loro, naturale ed ovvio come l’alternarsi del giorno con la notte.

In Asia non si preoccupano della distinzione tra religione e superstizione, come non si sono mai posti il dilemma occidentale di designare con certezza ciò che è o non è scienza. Praticano da sempre l’Astrologia, per esempio, senza però mai domandarsi se le basi sulle quali si posa sono “scientifiche”. Secondo la loro esperienza funziona, e questo è abbastanza. Gli spiriti degli antenati sono reali come per noi lo sono i virus o lo è la genetica. Chi di noi ha mai visto il virus dell’influenza o toccato con mano il corredo cromosomico personale? Eppure ad essi ci crediamo.

Probabilmente, a voler essere poco “scientifici”, la verità è che né noi né loro possiamo determinare le nostre vite: loro questo lo chiamano destino, noi lo chiamiamo genetica.

Più che una religione, il buddhismo è un atteggiamento nei confronti della vita, è una lettura del mondo dalla prospettiva di una società contadina che, vivendo di fianco alla natura, deve spiegarsene l’infinita crudeltà. Nella natura non c’è giutizia, non c’è mai resa di conti. Allora perché pretenderla fra gli esseri umani, che sono anch’essi parte della natura?

In fondo, possiamo dire che il buddhismo, se applicato rigorosamente, è la negazione della società civile e di qualunque progresso. Da un lato abbiamo l’Occidente, che si è concentrato sul mondo attorno all’Io ed è diventato materialista, e questo Io soffre di squilibri spirituali. Dall’altro abbiamo l’Oriente, che ha scavato nell’Io ed è diventato spirituale, ma ora questo Io troppo spesso soffre di fame e di epidemie. Evidentemente è nel punto d’incontro tra le due culture che equilibrio e armonia possono manifestarsi.

Comunque mi chiedo: a livello “scientificamente” karmatico, l’Occidente è più o meno evoluto dell’Oriente?