Non si può mangiare un dolce senza perderlo

       

É l’aria di mare che mi impoltronisce, o sono io che aumento il coefficiente di pigrizia di questa cittadina, alzandomi tardi anche questa mattina?

Ho dormito fino alle undici. Appena sveglio, con la bocca ancora amareggiata dalla saliva densa di sonno, mi alzo e inizio le varie pratiche di quotidiana manutenzione personale. Perché, a un certo punto dell’evoluzione, le scimmie hanno cominciato a lavarsi i denti, a radersi, a vestirsi, a guidare le auto?

Il cielo splende di un azzurro intenso, una giornata che sembra uscita dal più ruffiano dei dépliant. Esco per concedermi il momento migliore del mio quotidiano: l’aspettativa che culmina con la colazione alla pasticceria dietro l’angolo.

Mi avvio e già da lontano comincio ad avvertire nell’aria la fragranza di croissant e crema pasticcera: sono questi i pochi momenti nei quali sono pronto a riconoscere l’esistenza di Dio!

Se la religione cristiana incentrasse la propria liturgia in pasticceria, piuttosto che in chiesa, molto probabilmente mi vedrebbe tra i banchi dei fedeli, pronto ad accettare qualunque dogma fatto di pasta frolla e glassature varie.

Man mano che mi avvicino, il profumo si espande sempre di più nella mia anima ormai pia, è come il pifferaio magico che attrae le persone nel bar, che vi entrano quasi senza rendersene conto: il richiamo delle prelibatezze è irresistibile.

Pure io mi arrendo con gioia e mi consegno all’interno del locale, ritrovandomi subito avvolto da un profumato calore. Ordino alla cassa la delizia di cappuccino e cornetto e, poco dopo, eccoli davanti a me che mi provocano con la sfacciata delicatezza della quintessenza di un sogno.

Le papille gustative sono già in fermento e invocano il primo boccone, che non tarda ad arrivare con golosa urgenza. La brioche, avvicinandosi alla bocca, emana la fragranza di tutti i suoi ingredienti: il burro lentamente incorporato, quel po’ di cannella, la marmellata fatta in casa, lo zucchero a velo.

I denti affondano nella pasta morbida e tiepida color crema. Chiudo gli occhi per l’estasi, godendomi il presente come non mai…

Purtroppo gli spietati princìpi della dinamica universale impongono che non si può mangiare un dolce senza perderlo ed io, obbligato alla coerenza cosmica, ne prendo tristemente atto.

Grazie comunque di essere esistito, mio cornetto!